Il lato meno conosciuto dell’istamina: l’istamina come neurotrasmettitore

Se ci segui da un po’ direi che ormai dell’istamina saprai già moltissimo. Hai già capito come influenza il sistema immunitario e quanto sia implicata nella sua attivazione, sia in senso allergico che autoimmune.

Quello che è ancora poco chiaro, e questo lo è a qualsiasi livello medico, è il suo ruolo di neurotrasmettitore, quindi di molecola neuro-attiva che è in grado di modificare il comportamento dei neuroni, di conseguenza di impattare enormemente sulla nostra vita.

Anche se questa non vuole essere una lezione di neuroscienze, anche perché entreremmo in una materia molto complicata, sarà interessante analizzare i mediatori chimici che il nostro sistema nervoso usa per funzionare.

Prima di tutto cerchiamo di spiegare cos’è un neurotrasmettitore, così da analizzare il funzionamento. È necessario partire dalle basi, analizzando una sinapsi chimica.

istamina neuro T

Quello che vedi è un bottone sinaptico, un neurone, che è la cellula di base del nostro sistema nervoso termina con svariati bottoni come quello che puoi vedere. Questi bottoni che si trovano in vicinanza di un bottone di un’altra cellula rilasciano delle sostanze chimiche che attivano il neurone vicino facendo quindi viaggiare una informazione da un neurone all’altro.

Occorrerebbe entrare anche in quello che è il significato di potenziale d’azione e come viaggia un potenziale nei nostri nervi, ma limitiamoci alle sinapsi.

In pratica un neurone secerne una sostanza che attiva o inibisce il neurone vicino.

Le sostanze che il nostro sistema nervoso usa come neurotrasmettitori sono molteplici, ma occorre specificare alcune cose:

  • Normalmente un neurone utilizza uno specifico neurotrasmettitore, esistono quindi neuroni dopaminergici, gabaergici e via così;
  • Un neurotrasmettitore per funzionare deve legarsi ad uno specifico recettore;
  • Possono esistere famiglie di recettori diversi per lo stesso neurotrasmettitore, per cui anche se il NeuroT è lo stesso, cambia l’effetto che si esplica;
  • Nello spazio che si trova tra due bottoni sinaptici ci sono svariati enzimi che devono ripulire la sinapsi da residui di neurotrasmettitori per evitare attivazioni non controllate della catena di comunicazione.

Per dirla nel modo più facile quello che succede si può riassumere così:

  • Fase A: il neurone rilascia il NeuroT;
  • Il NeuroT si lega al recettore del neurone vicino attivandolo o inibendolo;
  • L’enzima specifico rimuove il NeuroT dalla sinapsi per consentire l’inizio di un nuovo ciclo.

Per entrare in tema, l’istamina ha quattro recettori noti, denominati H1R, H2R, H3R e H4R. I primi tre sono ampiamente presenti nel cervello. H4R non lo è.

  • H1R ha un effetto eccitatorio, l’istamina che viene rilasciata è responsabile del risveglio, gli antagonisti del recettore H1R hanno un effetto sedativo sul cervello e danno sonnolenza, si trova infatti scritto sul foglietto “non assumere se ci si mette alla guida”.
  • L’H2R presenta anch’esso un effetto eccitatorio per i neuroni nel cervello ed è protagonista dei fenomeni di percezione, dell’apprendimento, del dolore, della ricompensa e della neuro-plasticità cerebrale. Questo è il motivo per cui le istamine H2R che attraversano la barriera emato-encefalica influenzano la percezione del dolore di una persona.
  • H3R è inibitorio e controlla il rilascio di neurotrasmettitori, inclusa l’istamina, dai neuroni del cervello. I farmaci H3R, insieme alla metilazione, sono visti come un obiettivo promettente per affrontare la disregolazione dell’istamina nel cervello.

 

Produzione di istamina

Nei principali testi di neuroscienze si legge che l’istamina sistemica non è in grado di passare la barriera ematoencefalica, dalle ultime ricerche invece sembra che l’istamina non solo sia in grado di passare la barriera, ma addirittura influenzi la sua permeabilità.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10696506

La prassi è considerare che tutta l’istamina cerebrale sia di produzione endocerebrale, non di derivazione esterna, la realtà sembra essere comunque differente e questo è un punto chiave per la comprensione dell’articolo e dei fenomeni che andremo ad analizzare.

Facendola accademica, l’istamina viene prodotta da specifici neuroni ed immagazzinata all’interno di cellule specifiche – i neuroni istaminergici, dove viene rilasciata dopo stimolazione.

Tendenzialmente i neurotrasmettitori eccitatori dei neuroni a contatto con le cellule istaminergiche favoriscono il rilascio di istamina, i neuroni inibitori ne impediscono il rilascio.

 

La degradazione cerebrale dell’istamina

Un altro argomento che trattiamo da molto tempo è quello legato al malfunzionamento del metabolismo delle metilazioni, sai che la degradazione dell’istamina avviene attraverso enzimi che attaccano gruppi metile sull’istamina per inattivarla, a livello cerebrale questo compito è svolto dall’enzima HNMT e dal MAO-B. Il DAO non è espresso a livello cerebrale.

Questo cosa significa, che se abbiamo un cattivo metabolismo metilatorio, polimorfismi a questi due enzimi, l’istamina a livello cerebrale viene degradata più difficilmente portando una disregolazione del metabolismo istaminico a livello cerebrale.

Per essere più precisi quello che abbiamo notato, è che se la degradazione non è ottimale, oppure abbiamo molta istamina circolante che in qualche modo riesce ad arrivare nel SNC abbiamo una attivazione generale del sistema nervoso centrale, che ovviamente si verifica di continuo anche non voluta.

L’ispirazione per questo articolo è venuta da una paziente che dopo test genetico che evidenziava tutte queste anomalie genetiche, oltre ad un’altra che vedremo tra poco, facendo una dieta senza controllare l’istamina non riusciva a prendere sonno.

Detta in altre parole: cena ricca di istamina niente nanne…

Ora cerchiamo di spiegare due cose molto importanti, qui tocca entrare nella neuroanatomia, ma vediamo cosa si riesce a fare.

Nel tronco encefalico, abbiamo due strutture che sono particolarmente connesse allo stato di veglia, la formazione reticolare e i nuclei pretettali.

I nostri occhi hanno un collegamento con entrambi questi sistemi per un motivo molto semplice, la luce che arriva ai nostri occhi è il principale regolatore del ritmo sonno-veglia, la luce, specialmente la frequenza riconducibile al blu del cielo di giorno attraverso la stimolazione di questi nuclei promuove una attivazione generale di tutto il sistema nervoso centrale, il sistema si chiama ARAS.

Alla fine è piuttosto intuitivo, ed è memoria ancestrale di quella che è sempre stata la nostra vita su questo pianeta, con il sole ci si sveglia, con la notte si dorme.

Purtroppo adesso la luce artificiale, i televisori, gli smartphone, il monitor dei PC sfalsano incredibilmente questo meccanismo, ci troviamo bombardati da radiazioni artificiali che promuovono una iperattivazione del sistema nervoso centrale quando non voluta e non necessaria.

istamina neuroT

L’istamina nel sistema nervoso centrale

I corpi mamillari che sono specifici nuclei grigi connessi all’ipotalamo sintetizzano istamina, che funziona appunto da neurotrasmettitore.  Ricordiamo che l’ipotalamo è una componente del SNC che regola il rilascio ipofisario, controlla tutto il sistema nervoso autonomo ed è fortemente implicato anche nel sistema limbico. L’impatto ipotalamico sul metabolismo è mastodontico.

L’istamina che viene rilasciata ha un effetto sistemico sul cervello, raggiunge in pratica tutte le varie componenti del SNC, dal midollo spinale, al cervelletto, ai nuclei della base, alla corteccia cerebrale ai nuclei dei nervi cranici, soprattutto quelli vestibolari che controllano l’equilibrio. Chi è intollerante all’istamina spesso sperimenta una sintomatologia neurologica caratteristica, cerchiamo di fare un elenco:

  • Mal di testa, emicrania, sensazione di pressione nella testa, vertigini,
  • Affaticamento, perdita di energia, mancanza di motivazione, esaurimento,
  • Insonnia, difficoltà ad addormentarsi, sonnellini superficiali senza sonno profondo, assenza di sogni,
  • Mancanza di concentrazione, compromissione delle prestazioni cognitive, lentezza,
  • Difficoltà di memoria,
  • Sensibilità al rumore, vulnerabilità per sovraccarico sensoriale,
  • Suscettibilità allo stress, ridotta capacità di resistere allo stress, sensazione di bourn-out (sensazione di esaurimento nervoso e mentale),
  • Tensione, nervosismo (anche senza causa esterna), irrequietezza, sensazione di formicolio,
  • Spasmi muscolari, tremore, mascelle serrate, digrignamento dei denti (bruxismo), logoramento dei denti,
  • Malinconia, tristezza, pianto, stati d’animo depressivi, depressioni,
  • Difficoltà a percepire gli odori.

 

La connessione tra l’istamina e la risposta allo stress

Insieme al cortisolo l’istamina fa parte della naturale risposta all’organismo allo stress. Il problema nasce quando abbiamo una disregolazione del metabolismo dell’istamina.

Questo è un punto molto importante, un accumulo di istamina cerebrale viene visto come un segnale di pericolo imminente, portando all’attivazione di tutti i pathways connessi allo stress, anche se non ci sono cause reali per stare sotto stress.

L’istamina quindi diventa un importante fattore di rilascio di cortisolo cronico e fuori ritmo circadiano che comporta tutte quelle situazioni di eccesso cronico di cortisolo.

I recettori H3R e H1R regolano il sistema nervoso autonomo simpatico, e promuovono il rilascio di cortisolo da parte delle surrenali.

Fenomeni di stanchezza surrenale sono piuttosto comuni nelle persone intolleranti all’istamina.

L’istamina promuove il rilascio di estrogeni che a loro volta stimolano il rilascio di istamina da parte dei mastociti.

È un brutto circolo vizioso, spesso le donne intolleranti all’istamina soffrono di dominanza estrogenica.

L’istamina è collegata anche al rilascio di TSH, il recettore H2R diminuisce il rilascio di TRH, che stimola il TSH e quindi il rilascio di T3 e T4.

Spesso gli intolleranti all’istamina sono ipotiroidei non autoimmuni.

Gli antagonisti del recettore H3R diminuiscono l’appetito, fanno perdere peso, mentre gli antagonisti del H1R stimolano appetito e fanno mettere su ciccia.

È piuttosto normale vedere intolleranti all’istamina che hanno problemi col peso, sia difficoltà a metterlo su che a perderlo.

L’intolleranza all’istamina è implicata anche nelle dipendenze e nei comportamenti compulsivi. Soprattutto il recettore H2R è implicato nei meccanismi di ricompensa del piacere, memoria, apprendimento.

Sembra che diverse sostanze causa di dipendenza come lo zucchero, gli psicofarmaci, le droghe, l’alcool interferiscano con il metabolismo dell’istamina cerebrale.

Binge eating, anoressia, bulimia sono collegati ai meccanismi di ricompensa del recettore H2R, stanno uscendo sul mercato dei farmaci contro i disordini dell’appetito che agiscono sul recettore H3R.

Questo è uno studio vecchio, ma molto interessante che correla l’istamina ed il nucleo accumbens, il nucleo della base maggiormente correlato alle dipendenze:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6120210

La sindrome metabolica è un’altra conseguenza di un cattivo metabolismo dell’istamina. Il rilascio di istamina del cervello regola la leptina, che a sua volta regola la sazietà e l’obesità. L’istamina pare fortemente correlata anche alla resistenza all’insulina.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2913336/

Il recettore H1R promuove una eccitazione cerebrale che spesso sfocia nell’ansia e nel nervosismo di fondo.

L’istamina regola la percezione del dolore, l’attivazione dei recettori H1R aumenta la percezione dolorifica, mentre l’attivazione dei recettori H2R la diminuisce. Siccome il prurito segue le stesse vie del dolore, anche la sensazione del prurito, viene modulata dall’attivazione dei recettori istaminici cerebrali.

È piuttosto comune che le persone intolleranti all’istamina soffrano di fibromialgia o di dolori diffusi difficilmente spiegabili.

L’istamina influenza il rilascio di serotonina e dopamina, per cui è correlata alla depressione.

L’istamina influenza la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, diventando un fattore di rischio anche per le malattie cardiache.

Aggiungiamo un altro fattore, ci sono persone che presentano polimorfismi ad un enzima fondamentale nella sintesi del GABA, il principale NeuroT ad effetto inibitorio del SNC, questo comporta una diminuzione della produzione di GABA, con l’alterazione del rapporto GABA/Glutammato e di conseguenza influenza lo stato di attivazione basale del SNC.

Se andiamo a sommare gli effetti dell’alterazione di questo meccanismo all’iperattivazione da eccesso di istamina, troviamo l’esacerbazione della sintomatologia connessa a questi fenomeni.

 

Cosa fare in questi casi

Ora che abbiamo analizzato i fenomeni, cerchiamo di dare dei consigli utili per provare ad arginare questi problemi.

Ti premettiamo che abbiamo 4 strade che possiamo percorrere, visto che non possiamo modificare la nostra genetica, ad oggi per lo meno, in futuro forse le cose cambieranno.

  1. Ridurre la quantità di istamina tramite l’alimentazione e lo stile di vita, qui trovate tutto a riguardo: http://www.psoriasimetodoapollo.com/listamina-questa-sconosciuta/
  2. Migliorare le metilazioni per favorire la degradazione dell’istamina, qui qualche indicazione http://www.psoriasimetodoapollo.com/acido-folico-questo-sconosciuto/
  3. Per chi ha polimorfismi sul GAD1 integrare GABA liposomiale e L-teanina
  4. Non esporti a luce blu dopo il tramonto, questo è un aspetto molto importante che viene spesso trascurato. Il togliere frequenze attivanti diminuisce moltissimo l’attivazione corticale, favorendo un sonno profondo e l’abbassamento di tutto l’asse corticale, cosa assolutamente fondamentale per tutti noi che abbiamo dei surreni già troppo attivi.
    Siccome non è assolutamente facile smettere di guardare TV, smartphone e apparecchi elettronici vari una buona soluzione è indossare speciali occhiali blue-blocker.
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    Usare occhiali del genere può migliorare la qualità del tuo sonno al pari di un materasso nuovo.

Tutti questi accorgimenti possono davvero migliorare la tua qualità di vita in modo imponente, sappiamo non essere cambiamenti facili, ma davvero ne va della tua salute a lungo termine, speriamo che avendoti illustrati i meccanismi tu abbia capito l’importanza di controllare questi aspetti.

 

Grazie dell’attenzione e come sempre

Ad Majora

 

A cura di: Paolo Antolini